Metti l’elettronica in cassaforte

I furti dei veicoli ricreazionali sono una piaga in aumento, nonostante tutti gli accorgimenti messi in campo anche dalle Case costruttrici della meccanica di base. A differenza delle autovetture, i camper non vengono “prelevati” con l’ausilio di un carroattrezzi, perché è un’operazione molto più complessa e non tutti i carroattrezzi sono in grado di caricare un camper per peso e dimensioni. Anzi, il camper è sempre portato via sulle sue stesse ruote, aggirando l’elettronica di bordo: semplicemente viene messo in moto, operazione che oltretutto si svolge senza neanche troppe difficoltà per chi lo fa di mestiere. In parole semplici, l’antifurto originale della Casa costruttrice è sviluppato su un sistema di riconoscimento della chiave che contiene un transponder: una volta inserita la chiave nel blocchetto di accensione del motore, questo transponder comunica con la centralina elettronica del veicolo, che dà il consenso alla messa in moto. I ladri si inseriscono tra la chiave e la centralina con apposite apparecchiature elettroniche, simulando il codice giusto; così l’elettronica dà il consenso, senza che sia possibile evitare l’accensione del Metti l’elettronica in cassaforte

Oramai non basta l’elettronica a proteggere i nostri amati mezzi dai ladri, perché per ogni antifurto i professionisti della malavita sviluppano soluzioni a volte anche geniali per aggirarli: in una guerra infinita, l’unica soluzione è quella di blindare il sistema. motore e quindi di fatto la partenza del camper per destinazioni ignote. Ma vediamo in che modo si verifica questa condizione, senza entrare per ovvi motivi nei dettagli. I ladri bypassano l’impianto originale del veicolo ricorrendo di fatto a due sistemi: scollegando la centralina elettronica del motore e applicando alla morsettiera una centralina modificata, che non tiene conto del segnale inviato dalla chiave, o inviando un segnale “falso” attraverso la presa diagnostica OBD.

Non pensate che sia un’operazione complicata: l’avviamento attraverso la presa OBD avviene in meno di quindici secondi, lasso di tempo così limitato che non si riesce neanche a capire se l’antifurto che suona sia quello del proprio veicolo; poi oltretutto smette e quindi la situazione d’allarme pare rientrata. Pare, appunto; ma in realtà purtroppo non è così. Così, malgrado tutta la tecnologia elettronica messa in campo a proteggere il veicolo, l’esperienza insegna che purtroppo non basta; anzi, occorre tornare indietro nel tempo e ricorrere all’antifurto meccanico, che va sempre accoppiato ad uno elettronico per segnalare le semplici effrazioni e proteggersi dai ladruncoli classici.

Un’azienda italiana, la Block Box, ha progettato e realizzato due soluzioni davvero interessanti, ECU Steel Monster e OBD Sly Series, ovvero una blindatura della centralina elettronica ed una cassetta di sicurezza per la presa OBD. In questo modo, il ladro non può più staccare il connettore della centralina elettronica, nè accedere alla presa OBD. Entrambi i dispositivi Block Box sono realizzati in acciaio inox amagnetico di tipo AISI 304, dello spessore di 4 mm, che non crea alcuna interferenza con nessun dispositivo elettronico presente nell’impianto del veicolo; inoltre, i dispositivi non alterano nessuna parte elettrica o meccanica della vettura e pertanto la garanzia della Casa madre non viene in alcun caso invalidata; anzi, molti concessionari offrono questo tipo di prodotto come soluzione after market ai loro clienti.

Per quanto riguarda la protezione della centralina motore, questa viene resa “definitiva” e serrata spezzando la testa dei perni a strappo, del diametro di 8 mm; e se un domani dovesse essere necessario liberare la centralina, per esempio quando occorre smontare un componente, è prevista una speciale procedura per rimuovere la blindatura in circa un’ora di lavoro, agendo sui perni, con modi operativi e tempi d’azione che il ladro per strada non potrà mai avere; ovviamente, si potrà poi rimontare la stessa blindatura acquistando un kit specifico di perni nuovi.

Per quanto riguarda invece la protezione OBD, la serratura utilizzata è anti bumping e anti trapano, e le chiavi in dotazione sono induplicabili; qualora quindi le si smarrissero, non c’è modo di aprire il dispositivo. Nel malaugurato caso si dovesse perdere una chiave occorre contattare Block Box perché bisogna sostituire tutto il cilindro, comprensivo di due nuove chiavi; quindi va aperto, smontato ed inviato in azienda, con un costo a carico del cliente di circa 60 euro tra ritiro della OBD Sly Series, riparazione e rispedizione.

Noi di Camperlife abbiamo seguito il montaggio di queste blindature presso uno dei tanti centri d’installazione autorizzati (l’elenco completo lo trovate sul sito www.blockbox.it); tutto avviene in maniera abbastanza semplice sulla classica meccanica Fiat Ducato, la più utilizzata sui camper. Una volta installata, questa protezione rende davvero complicato (oseremmo dire quasi impossibile…) l’accesso all’elettronica di bordo da parte di malintenzionati, mentre per effettuare la diagnostica da parte del meccanico occorre ricordarsi solo di lasciare aperta la “cassaforte” della presa OBD. Infine, ed è un dettaglio di una certa importanza, questa protezione in acciaio non ha un costo esorbitante, anzi: Block Box ECU Steel Monster è offerta a 140 euro e ne occorrono 159 per l’OBD Sly Series; a queste cifre vanno aggiunti i costi di montaggio, ma avendo un po’ di esperienza, competenza e giusta attrezzatura è anche possibile acquistarli sul sito di Block Box ed installarli in autonomia. Crediamo davvero si tratti di una spesa accettabile per stare tranquilli, visto anche il valore dei nostri camper.

Si ringrazia per la collaborazione Caravan Camper 2 via Tommaso Campanella 52 - Capocavallo (PG) tel. 075 690143