Umbria. Viaggio in Camper fra i Borghi antichi

Argomento

Esiste un viaggio migliore di quello che sa coniugare bellezze paesaggistiche, borghi da favola, cucina prelibata e buon vino? Sembra di no, ma ogni viaggiatore che si rispetti sogna d'intraprenderne uno in una destinazione simile. Ecco a voi: l’Umbria

Vediamo quindi di trasformare il sogno in realtà, proponendo un itinerario che si snoda nella zona dei colli Martani, luogo di produzione dell'olio d’oliva DOP e del vino Sagrantino. Non vi sta venendo l'acquolina in bocca? Bene, per cui allacciamo le cinture del camper e partiamo immantinente.

L'Umbria mi ha sempre affascinato in particolare, ma il motivo mi è ancora un po' sconosciuto. Immagino che sia per la bellezza della natura, per il fascino dei suoi borghi, per il misticismo che vi aleggia e che colpisce anche coloro che non sono religiosi, e per l'ospitalità dei suoi abitanti. 

È quindi ovvio che si abbia spesso desiderio di parlare e di descrivere questa terra generosa e, nel fare ciò, ci lasciamo spesso prendere dall'entusiasmo, condendo il tutto con sensazioni personali. 

Ho scelto di iniziare questo viaggio da nord e più precisamente da Bastia Umbra per poi proseguire gradualmente verso sud a raggiungere Acquasparta che conclude l'itinerario. Il motivo di questa scelta è dettato dal fatto che la località conclusiva è una cittadina termale e quindi luogo ottimale per rilassarsi dopo le fatiche del viaggio, per cui non dimenticate accappatoi, asciugamani e infradito.

Bastia Umbra, posta sul fiume Chiascio 

Bastia Umbra può essere definita uno degli archetipi dei borghi umbri, anche se ve ne sono tuttavia altri che scopriremo in questo viaggio. Le sue case medievali, raccolte attorno alla Rocca Baglionesca e protette dalle mura, di cui restano ancora alcune porte, come quella di Sant’Angelo, rendono perfettamente l'idea della definizione di archetipo.

Tuttavia, vi sono altri edifici che contribuiscono ad accrescere il fascino medievale di Bastia. Si pensi alla chiesa collegiata di Santa Croce del 1295, a quella di San Paolo delle Abbadesse, edificata tra l'XI ed il XII secolo, a quella di San Rocco del 1500, all'auditorium, ricavato nell'ex chiesa di Sant'Angelo e al ponte sul Chiascio, costruito tra il 1546 ed il 1548. 

Insomma, una cittadina fatta per essere visitata, magari in occasione del Palio di San Michele (a settembre), dove i quattro rioni cittadini si sfidano in diverse prove ludiche e nella “lizza”, una corsa a staffetta tipica.

Contrariamente ad altri paesi inclusi nell'itinerario, Bastia non ha produzione di vino che possa fregiarsi di marchi di qualità, anche se sul territorio esiste una cantina che produce un vino bianco ricavato da uvaggi particolari, chiamato Antigniano Nido del Falco. L'Umbria è una piccola regione, per cui le distanze sono brevi e non si fa certamente fatica ad importare vini insigniti del marchio di qualità dalle zone limitrofe.

Torgiano, un comune di circa 7000 abitanti

Torgiano fa parte dei Borghi più belli d'Italia ed è posto alla confluenza dei fiumi Chiascio e Tevere, in una bella zona ricca di vigneti ed uliveti. Il suo centro storico ospita innumerevoli edifici e monumenti di epoche diverse, come l'oratorio della Misericordia, la chiesa di San Bartolomeo, il seicentesco palazzo Manganelli, il palazzetto della manifattura Stocchi e la dimora della famiglia Falcinelli. Non va poi trascurato il palazzo Graziani – Baglioni che ospita il Museo del vino, a ricordare la vocazione enologica di Torgiano che può vantare di uno dei due DOCG dell'Umbria: il Torgiano Rosso Riserva e una DOP con il Torgiano. Altri edifici religiosi importanti sono l'oratorio di Sant'Antonio che custodisce una Madonna col Bambino, esemplare attribuito alla scuola di Domeni Alfani, allievo di Raffaello, da vedere poi la chiesa di Santa Maria del Castello e quella della Madonna dell'Ulivello. L'architettura militare è rappresentata dalla torre Baglioni del XIII secolo, che testimonia la presenza delle antiche mura e alcuni tratti della cinta del castello.

Numerosi artisti contemporanei hanno voluto rendere omaggio alle origini e alla storia del borgo, disseminando il centro storico con varie opere d'arte, tra cui le ceramiche di Nino Caruso e i dipinti di Mario Madiai. Prima di lasciare Torgiano è ancora d'obbligo una visita al museo dell'Olivo e dell'Olio, in quanto questo alimento è uno dei fiori all'occhiello del borgo. Una bruschetta condita con l'olio locale, accompagnata dal DOCG o dal DOP è un modo sublime per concludere degnamente la visita a questa località.

Deruta, uno dei Borghi più belli d'Italia 

Come tale, può essere considerata un altro archetipo delle località umbre. Famosa per le ceramiche artistiche, è posta su di una collina dalla quale si domina la campagna, sempre molto affascinante e rilassante. Essendo la produzione di ceramiche artistiche l'eccellenza di Deruta, la visita non può che iniziare dalla porta di San Michele Arcangelo, il percorso ideale per visitare le antiche fornaci, una delle quali risalente al Cinquecento. Ma questo non è tutto, infatti Deruta è anche molto famosa per le sue dieci chiese, nelle quali sono ubicati diversi affreschi del Perugino (chiesa di San Francesco), di Bartolomeo e Giovanni Battista Caporali (chiesa di Sant'Antonio abate). Oltre alla già citata porta di San Michele Arcangelo, vi sono altre due porte che immettono nel borgo: la Tuderte e la Perugina.

Tra le piazze che sanno rendere particolarmente attraente il centro storico di Deruta, va assolutamente menzionata quella dei Consoli, lastricata in pietra e su cui si affacciano il palazzo del Comune e numerose case antiche, è appunto questa tipologia di edifici a creare quel fascino esclusivo di moltissimi centri umbri. Fascino che ci riporta al periodo medievale che ha caratterizzato moltissimo la storia di questa regione, rendendola così ambita ai visitatori. Naturalmente, come degna conclusione del viaggio a Deruta, non può mancare una visita al Museo della Ceramica, un'arte che è legata alla storia stessa della cittadina. Le prime produzioni avvennero infatti nel XIII secolo e, da allora, quest'arte è andata migliorandosi fino a raggiungere la qualità odierna.

Il centro nevralgico di Bevagna

Bevagna, altra cittadina inserita nel circuito dei Borghi più belli d'Italia, si pregia della bella piazza Sivestri, in cui trovano collocazione il Palazzo dei Consoli del 1270 e tre chiese: di San Michele del XIII secolo, di San Domenico del 1291 e di San Silvestro Giacomo del 1195.Il Palazzo dei Consoli ospita sin dal 1886 il Teatro Torti, un gioiellino che può accogliere solamente 140 posti. Le tre chiese ospitano invece diverse opere d'arte, composte da sculture, affreschi e dipinti di varie epoche. Nel punto più alto della città si possono ammirare la chiesa ed il convento di San Francesco, edificati alla fine del secolo XIII, percorrendo la via Santa Margherita si giunge alla chiesa ed al monastero omonimi, ristrutturati nel XVII secolo e al cui interno si possono ammirare un affresco del 1592 di Ascensidonio Spacca e due pale di Andrea Camassei, sistemate sulla Scala Santa così chiamata, perché percorrendola, si ottenevano le stesse indulgenze dell'omonima Scala Santa di Roma. Bevagna custodisce altresì alcuni importanti resti risalenti all’epoca romanica: un tempio del Il sec. d.C., una costruzione termale del II sec. d.C. che preserva al suo interno uno stupendo mosaico e infine i resti del teatro Romano. 

La cittadina è posta, oltre che sulla strada dell'olio, anche su quella del vino Sagrantino, una delle sue specialità culinarie sono proprio gli gnocchi al sapore di questo vino. Un'occasione ghiotta quindi per unire cultura e buona cucina.

La fondazione di Gualdo Cattaneo

Borgo arroccato sulle pendici dei Monti Martani, Gualdo Cattaneo risale al 975, quando il conte Edoardo Cattaneo vi costruì una rocca. Racchiuso entro il perimetro delle mura quattrocentesche, il borgo è un vero e proprio complesso difensivo costituito da castelli e costruzioni fortificate. La sua principale attrazione è appunto la rocca, costruita tra il 1494 ed il 1498, che dovrebbe aver sostituito quella edificata nel 975. L'edificio è di forma triangolare e su ogni vertice, è posizionata una torre, collegata ognuna, tramite cunicoli sotterranei, alle mura del castello.

Gli edifici religiosi di Gualdo Cattaneo non sono certamente da meno e, tra i più notevoli, vi sono la chiesa di Sant'Agostino del 1136, quella dei Santi Antonio e Antonino del 1262 e quella romanica di Sant'Andrea, la cui struttura esterna risale al XIII secolo.

Anche i dintorni sono ricchi di edifici storici, in particolare di castelli come quello di Simigni del 1103, di Ceralto, di Pozzo, di Cisterna Alta, di Barattano, di Marcellano, di Saragano e di Pomonte.

Da non dimenticare il borgo fortificato di San Terenziano, dove si trova la chiesa omonima, formata da due strutture sovrapposte: l'inferiore, con cripta romanica del secolo XI e quella superiore, edificata alla fine del XIII secolo. Un menu culturale di tutto rispetto!

Montefalco, altrimenti detto “Ringhiera dell'Umbria” 

Per il suo magnifico colpo d'occhio su di una parte dell'Umbria, Montefalco è un comune di circa seimila abitanti facente parte del club dei Borghi più belli d'Italia, posto nella zona in cui si producono il Sagrantino di Montefalco ed il Montefalco Rosso, oltre naturalmente al già citato olio DOP.

La cittadina ha conservato il suo carattere medievale e quindi è un must iniziare la visita proprio dalle sue splendide mura, intervallate dalle porte di Federico II, di Sant’Agostino, di Camiano, della Rocca e di San Leonardo. All'interno della prima cinta esistono numerose chiese, tra cui si consiglia di visitare quella di Sant'Agostino, costruita nella seconda metà del Duecento. Altro edificio religioso interessante è la chiesa museo di San Francesco, costruita tra il 1335 ed il 1338 e trasformata in museo civico nel 1895. La struttura si articola su tre spazi espositivi: la ex chiesa, nota in tutto il mondo per gli affreschi di Benozzo Gozzoli, denominati "Storie della vita di San Francesco", per una Natività del Perugino e affreschi di Scuola umbra del ’400; la pinacoteca, che custodisce molte opere di Francesco Melanzio, Antoniazzo Romano, Niccolò Alunno, Melozzo da Forlì e dipinti di Scuola umbra dal Trecento al Settecento; la cripta, in cui si trovano reperti archeologici ed altre sculture e frammenti di varie epoche.

Il sancta sanctorum di Montefalco si trova invece nella piazza circolare, in cui fanno bella mostra di sé il Palazzo del Comune, l’ex chiesa di San Filippo Neri, oggi teatro, l’oratorio di Santa Maria e significativi esempi di residenze signorili del XVI secolo. Come degno completamento della visita del borgo, non ci si può esimere dal vedere la chiesa di Santa Chiara della Croce, voluta dalla stessa santa e dove venne sepolta nel 1308.

Anche il monastero agostiniano, del quale la Santa divenne badessa nel 1291, merita una visita, per ammirare le numerose opere d'arte custodite nel chiostro quattrocentesco e l'affresco di Benozzo Gozzoli raffigurante appunto Santa Chiara. Essendo il monastero votato alla clausura, può essere visitato solamente su richiesta, per cui è meglio prenotare la visita con un buon anticipo.

Come abbiamo visto anche qui il Sagrantino la fa da padrone, utilizziamolo quindi per accompagnare la porchetta, la panzanella, una bella fetta di pane e olio, pecorino, salumi o un bel piatto di strangozzi al tartufo.  

Castel Ritaldi

Situato in cima alla collina di Scigliano, nella piana di Spoleto, Castel Ritaldi è un comune che ha conservato l'impronta medievale. A fare da protagonista nel suo centro storico è il castello, distrutto alla fine del XII secolo, ma interamente ricostruito nel 1213. Tuttavia, l'aspetto attuale è dovuto al cardinale Albornoz che nel 1360 lo munì di forti mura, praticamente quelle che ancora si vedono oggi. La costruzione ha la forma di un perfetto rettangolo inscritto in un sistema circolare, con facciata caratterizzata a sinistra da una torre circolare e, a destra, da una quadrata che assieme alle mura formano un anfiteatro che si affaccia sulla piazza del paese.

La chiesa di San Nicola, affacciandosi sulla medesima piazza, fa da comprimaria al castello e contiene affreschi attribuibili allo Spagna o al Melanzio.

Il centro storico, oltre alle case medievali formatesi all'interno dei bastioni dopo il XIV secolo, contiene un altro gioiellino: la chiesa parrocchiale di Santa Marina, edificata tra il XIV ed il XV secolo. All'interno ospita la Madonna della Misericordia, pregevole opera del pittore Lattanzio di Niccolò di Liberatore, e un affresco di Tiberio d'Assisi.

Ultimi ma non di minore importanza, la pieve romanica di San Gregorio dalle inconsuete decorazioni in bassorilievo sulla facciata e, in località La Bruna, il santuario della Madonna che porta lo stesso nome, gioiello rinascimentale edificato sulla riva del torrente Tatarena. 

Il borgo di Giano dell'Umbria 

Raggiunse il suo massimo splendore nell'epoca medievale, di cui si può ancora vedere la tipica struttura e l'imponente cinta muraria. Visitarlo significa spostarsi dagli itinerari più gettonati e immergersi nel cuore della campagna umbra, ma non ci si pentirà della decisione, in quanto Giano si trova nella zona di produzione dell'olio DOP e del Sagrantino.

Cosa non bisogna assolutamente perdersi? Risposta molto facile: tutto. Come in tutti i borghi medievali, anche qui il centro storico è uno scrigno che racchiude diverse gemme rare, a cominciare dal palazzo Pubblico che ospita il municipio, per poi proseguire con la chiesa di San Michele e di San Francesco, due gioiellini dell'architettura religiosa. 

Questo però non è tutto ed il visitatore deve lasciarsi trasportare dall'atmosfera medievale di Giano, senza crearsi nessun itinerario prefissato, ben sapendo che, ovunque andrà, troverà qualcosa di intrigante e non dovrà limitarsi al centro storico, ma spingersi oltre le mura, dove, immersa in un contesto naturalistico privilegiato, troverà l'imponente abbazia di San Felice, capolavoro dell'arte romanica. La struttura principale risale al XII secolo, mentre il chiostro e gli annessi conventuali vennero edificati tra il XIV ed il XVIII secolo.

Chi non ha mai sentito parlare di Todi

Todi è la perla umbra che si affaccia sulla media valle del Tevere. Fondata tra l'VIII e il VII secolo a.C. per opera degli Umbri, possiede un patrimonio monumentale enorme, perlopiù di origine medievale, infatti il suo aspetto è praticamente identico a quello dell'epoca.

La Piazza del Popolo è la storica piazza che ha sempre segnato il fulcro della vita dei tuderti ed una delle più interessanti piazze medioevali d'Italia. Su di essa si affacciano i principali e i più insigni monumenti di Todi: il Duomo dell'Annunziata, eretto tra il XII e il XIV secolo, il Palazzo Vescovile, terminato nel 1593, il Palazzo dei Priori, ampliato tra il 1334 ed il 1347, il Palazzo del Capitano, costruito nel 1293 e il Palazzo del Popolo, ampliato nel 1213. 

Vi sono poi una serie di edifici religiosi, tra cui la chiesa di San Fortunato che custodisce un affresco su cui è raffigurato Jacopone da Todi e il Tempio di Santa Maria della Consolazione, che si pensa sia stato eretto su progetto del Bramante. Anche l'arte militare è ben rappresentata con la triplice cerchia di mura di cui la prima è di epoca umbro–romana, le numerose porte di entrata alla città e la rocca risalente al 1373 e di cui restano un torrione rotondo, il mastio, resti di fortificazione, il carcere di San Cassiano, i nicchioni romani e diverse cisterne e cunicoli.

Acquasparta

Cittadina inserita tra i borghi più belli d'Italia, Acquasparta conclude questo itinerario. Prima però di dedicarsi all'attività per cui l'ho lasciata per ultima, c’è un'ultima fatica da compiere: una visita al bel centro storico che trova il suo momento clou nel Palazzo Cesi, splendida architettura rinascimentale al cui interno si trovano alcuni affreschi degli Zuccari e dei pregevoli soffitti a cassettone. Anche l'architettura religiosa ha una notevole importanza per Acquasparta e trova ottima espressione con le chiese di San Francesco del 1294, di Santa Cecilia del 1761, della Madonna del Giglio del 1606 e del Sacramento del 1684. Le acque termali sono di tipo bicarbonato calciche, medio minerali e alcalino terrose, adatte quindi per garantire piena remissione dai quadri sintomatologici associati al tratto digerente, alle vie biliari e all’apparato urinario. Niente di meglio per smaltire gli eccessi derivati dalla buona cucina umbra e dai vini che l'accompagnano. 

APPUNTI DI VIAGGIO

Dove sostare

Bastia Umbra

AA, Via Strada Rivierasca, Bastia Umbra, 

GPS: Lat: 43.068324 – Long: 12.546657

Torgiano

AA, Via Perugia,Torgiano

GPS: Lat: 43.02925 – Long: 12.43757, Tel +390759886029 

Deruta

Parcheggio Comunale, Via Verde Ramina, 

Deruta, GPS: Lat: 42.98748 – Long: 12.41976, 

Tel.: +39759711143

Bevagna

Area sosta comunale, Piazzale dell'Accoglienza, Bevagna, GPS: Lat: 42.93748 – Long: 12.61488

Gualdo Cattaneo

Area Parco Acquarossa Via Bonifacio, Gualdo 

Cattaneo, GPS: Lat: 42.894551 – Long: 12.541418, 

Tel.: +390742920363, Mail: 

Montefalco

Area Comunale Via Giovanni Pascoli, Montefalco, GPS: Lat: 42.89241 – Long: 12.64851, Tel.: +390742378673 

Castel Ritaldi – Giano dell'Umbria

Parcheggio Comunale, Via Carbonara, Castel Ritaldi, GPS: Lat: 42.82372 – Long: 12.67312, 

Tel.: +390743252811

Todi

AA, Porta Orvietana, Viale di Montesanto, Todi, Umbria, GPS: Lat: 42.78119 – Long: 12.40192

Acquasparta

Area Comunale Fonti Amerino Loc Campagna Acquasparta, Acquasparta, GPS: Lat: 42.69229 – Long: 12.54186, Tel.: +390744944811 

Si ringraziano: Lorenza Menigatti del Servizio Turistico Comune di Perugia, Maurizio Gilotti del Servizio 

Turistico Valle Umbra e l'ufficio IAT di Spoleto