Riscaldamento Aggiuntivo a Gasolio sul Camper, Le vostre lettere

eberspacher

Il lettori di CamperLife scrivono alla redazione, qui un paio di domande che ci sono state poste prima dell'inizio del confinamento. Qui rispondiamo a un problema di "freddo" sul camper e alla possibile aggiunta di un riscaldamento a gasolio.

Riscaldamento supplementare a gasolio, le domande. 

Spettabile redazione, a febbraio ci siamo recati a sciare con il nostro camper e per un paio di giorni la temperatura è stata particolarmente fredda, pur in questo inverno dal clima piuttosto mite. Eravamo a circa 1.300 mt di altitudine e il gelo si è fatto davvero sentire; anche con la stufa del nostro veicolo al massimo, eravamo al limite del confort e soprattutto abbiamo consumato molto rapidamente la nostra scorta di gas (eravamo partiti prudentemente con entrambe le bombole piene) rischiando di trovarci senza riscaldamento e con grande difficoltà di approvvigionamento in loco. Fortunatamente, seppur quasi esaurito, il gas che avevamo a bordo è stato sufficiente fino al momento di rientrare a casa, però questa esperienza ci ha stressato un po’, tanto che abbiamo deciso con mia moglie (più freddolosa!) di far aggiungere sul camper un riscaldamento ausiliario a gasolio, per non avere più problemi. Potete consigliarci in merito?

Marco e Rossella

Carissimi e “infreddoliti” lettori,  il riscaldamento della cellula e il relativo confort di vivibilità, sono frutto di un virtuoso mix di fattori, pena il decadimento della temperatura interna in tempi molto rapidi in situazioni di freddo intenso: quindi non solo una buona stufa, meglio se più potente (se ci rechiamo spesso in montagna è preferibile quella da 6 kW), e una buona coibentazione, ma anche tanti piccoli accorgimenti per tenere fuori il freddo, come quelli che abbiamo visto per esempio nell’articolo del test sulla neve pubblicato appunto a febbraio (copertura esterna e interna dei ponti termici con accessori specifici).

La grande maggioranza dei camper monta di serie stufe a gas, tecnicamente perfette ma con il grande limite, che prima o poi tutti i camperisti hanno sperimentato sulla loro pelle, dell’esaurirsi delle bombole nei momenti meno opportuni.

I moderni sistemi con il dispositivo che passa da una bombola all’altra in totale autonomia – ormai montato spesso di serie ma che consigliamo vivamente di far montare se sprovvisti - hanno drasticamente ridotto il problema, ma la strada verso una maggiore diffusione dei riscaldamenti a gasolio sembra essere irreversibile e sono sempre più gli autocaravan che montano tali sistemi già in primo equipaggiamento. 

Il riscaldamento a gasolio offre innegabili vantaggi, primo fra tutti l’autonomia dilatata, visto che pesca il suo combustibile direttamente dal serbatoio del camper; inoltre, un distributore di gasolio, come evidente, si trova anche in capo al mondo, mentre lo stesso non può dirsi per le bombole ma soprattutto per i diversi attacchi delle bombole tra nazioni diverse che rischiano di rendere impossibile l’uso del riscaldamento a gas se non abbiamo con noi gli specifici riduttori e raccordi.

Il più noto dei vantaggi dei bruciatori a gasolio è anche quello di poter usare i riscaldatori anche in marcia, cosa preclusa ai sistemi a gas per legge, a meno di non dotarli di appositi dispositivi anti-crash.

Da non sottovalutare, a conti fatti, anche la possibilità di risparmio: il costo delle bombole è sempre piuttosto oneroso e varia molto a seconda del luogo e della stagione, il gasolio ha un prezzo più calmierato e può anche capitare di trovarlo a buon mercato se siamo all’estero!

Da ultimo poi, vantaggio da soppesare bene nel conto globale che includa lo stress, come successo a voi, cambiare la bombola quando esaurita, magari quando piove o nevica e fa molto freddo, non è esattamente la stessa cosa che fare il pieno al distributore sotto la pensilina e dimenticarsi dell’autonomia del riscaldamento per tanti giorni.

Uno dei piccoli svantaggi del riscaldatore supplementare a gasolio, oltre all’inevitabile costo di acquisto e installazione, è rappresentato dal maggior peso – ma è relativo - che inevitabilmente ci dobbiamo portare appresso, facilmente compensato però dal fatto di poter lasciare a casa una bombola.

Per i camper che nascono con il riscaldamento a gas, ancora la maggioranza, una buona strategia può essere quella appunto di aggiungere un secondo sistema a gasolio, specie se l’uso del camper invernale è intenso.

I vantaggi sono molti: nelle mezze stagioni mandiamo il solo riscaldamento a gasolio con grande risparmio pratico sull’uso delle bombole; in caso di freddo molto inteso, i due sistemi possono viaggiare in parallelo, aumentando l’efficienza termica; nella malaugurata ipotesi di guasto, uno dei due sistemi di riscaldamento sarà sempre disponibile; disegnando bene l’impianto è possibile poi magari arricchire con altre bocchette zone che ne sono sprovviste o distribuire meglio le bocchette per un maggiore equilibrio.

Webasto

I marchi più noti di questo settore specifico sono Eberspacher (nella prima foto) e Webasto (nella foto qui), aziende che vantano un know-how pluridecennale e una rete di installatori e rivenditori molto diffusa e capillare, ovviamente non solo in Italia ma anche in Europa e addirittura nel mondo. Vantano entrambe gamme molto complete, tecnologia di ultima generazione e alcuni modelli che sono da sempre pietre miliari del settore, come l’Aitronic della Eberspacher e l’Air Top della Webasto.

Sul mercato esistono poi anche alternative più economiche, derivanti per lo più da prodotti che nascono come riscaldatori ausiliari per veicoli commerciali, spesso forniti in kit già molto completi.