Protezioni termiche per il Camper

I camper sono veicoli buoni per ogni stagione, pensati anche per l’impiego invernale: allora, perché non sfruttarli per trascorrere splendide giornate in montagna, se si è amanti degli sport sulla neve, o per fare del turismo fuori stagione? I mezzi più moderni hanno raggiunto livelli di isolamento ed alto comfort climatico e si sono fatti passi da gigante nella progettazione per eliminare i ponti termici, anche grazie all’utilizzo dei nuovi materiali isolanti, dalle prestazioni elevate. Ma una cosa rimane in comune tra i camper vecchi e moderni: parabrezza e vetri della cabina sono ancora la parte meno isolata del mezzo, il vero punto debole per il mantenimento di una temperatura gradevole all’interno del veicolo.
Partiamo proprio dal parabrezza in questo viaggio tra le coperture termiche che, come vedrete, nel tempo si sono evolute ed hanno trovato altri campi di applicazioni, grazie ad idee geniali e soluzioni inedite. 


COPERTURE TERMICHE: PARABREZZA E CABINA

Prima di parlare dei campi di applicazione delle coperture termiche, diamo uno sguardo su come sono fatte. Il materiale utilizzato e lo spessore fanno la differenza in termini di prestazioni: al tatto e alla vista potrebbero sembrare tutte uguali, ma ci sono notevoli differenze. Il prodotto economico è normalmente
formato da uno strato di pvc, con all’interno spugna poliuretanica, e un altro strato di pvc. Il problema principale del pvc è che con il freddo si irrigidisce, perdendo la sua elasticità. Potremmo così rischiare di trovarci a -20° C con la copertura termica che prende la forma del mezzo, impossibile da ripiegare senza danneggiarla, inconveniente non da poco quando si è in procinto di ripartire per rientrare a casa. Capirete che anche se non arrivate a queste temperature, sebbene non siano poi tanto estreme in certe zone italiane e in montagna soprattutto di notte, la durata di questo tipo di coperture è limitata: ad andar bene, potrebbero sopravvivere ad un paio di inverni. Anche se il costo di acquisto è una tentazione, coperture con questa tipologia di materiale andrebbero scartate per un uso prettamente invernale.
La variante più robusta è costruita in tessuto che, essendo più flessibile meglio si adatta alle temperature rigide. Questa può essere di poliestere, trattato con spalmatura impermeabilizzante, e al suo interno può contenere sempre spugna poliuretanica o ulteriori strati di tessuto, anche alluminati.
Questa tipologia di coperture con materiali più pregiati ha certo costi di acquisto più elevati, ma è pensata per un impiego con temperature più estreme e per durare di più; insomma, offrono tanti vantaggi, ad iniziare dalla mancata fatica per ripiegarle e stivarle a bordo, essendo in materiale malleabile.
Ovviamente ogni costruttore ha la sua “formula magica“, sia per lo strato esterno che per l’imbottitura, per lo spessore ed i sistemi di fissaggio: quindi, prima di procedere con l’acquisto, guardatevi bene intorno e non fermatevi al prezzo; ricordate che una copertura parabrezza per un classico Fiat Ducato può oscillare dai
100 ai 250 euro.
Un ulteriore segnale sulla bontà del prodotto è anche la garanzia offerta.
Per proteggersi dal freddo, invece, è da evitare assolutamente la soluzione interna: il classico sistema a tre pezzi con ventose da applicare a parabrezza e finestrini laterali contribuisce a formare condensa tra la copertura stessa ed il parabrezza, che si gela. Potreste facilmente ritrovarvi con parabrezza e finestrini ghiacciati non solo all’esterno del veicolo, ma anche al suo interno. La copertura termica esterna per il parabrezza esiste in due varianti, corta e lunga; la prima corta parabrezza e finestrini laterali, con varie
soluzioni di fissaggio, dagli elastici da sistemare nell’angolo alto della portiera alle lingue con ventosa da applicare internamente al finestrino, in modo che stia fermo mentre chiudete la portiera; alcuni utilizzano entrambi i sistemi.
Per i motorhome, che hanno una sola portiera, vengono utilizzate delle borchie di fissaggio, che fanno da punto fermo durante il montaggio. La copertura corta fascia dalla parte superiore del parabrezza alla parte inferiore, proseguendo per alcuni centimetri verso la carrozzeria nella parte superiore e terminando sul cofano nella parte inferiore. Le asole che passano intorno ai bracci degli specchi retrovisori costituiscono un altro punto di fissaggio, che nel caso di colpi di vento evita che la copertura si alzi.
Nelle coperture in versione lunga, invece la protezione della parte inferiore prosegue fino al paraurti anteriore e fascia completamente le portiere. Questi modelli sono disponibili anche in due pezzi, ovvero corta con prolunga da applicare, soluzione che risulta più flessibile come utilizzo. Infatti si può montare la versione corta in estate per la protezione dal sole, e aggiungere la prolunga in inverno per difendersi dal
freddo; inoltre, il sistema a due pezzi è anche più gestibile durante le operazioni di montaggio e smontaggio e per lo stoccaggio a bordo.
Ma perché coprire il frontale del mezzo completamente? Perché la carrozzeria, come il parabrezza, è il punto meno isolato del mezzo e funge da ponte termico, ovvero una zona dove vi è una discontinuità di temperatura, in inverno come in estate; quindi il ricoprire il tutto con materiale isolante attenua lo sbalzo termico.

LE ALTRE COPERTURE

divisorio-termico-camper

Le aziende hanno sviluppato ulteriori coperture per aumentare l’isolamento, come il copricruscotto, che fascia completamente la zona di comando della cabina guida ed evita qualsiasi tipo di spiffero dal sistema di ventilazione. Ai copricruscotto si sono aggiunti i coprisportelli, una copertura che ricopre totalmente la portiera internamente, aumentando l’isolamento verso l’esterno.
Queste attenzioni sono indispensabili quando si ha una dinette inglobata nella cabina del mezzo: senza questi accorgimenti, infatti, avreste i due occupanti dei sedili anteriori esposti ad una temperatura inferiore rispetto a quelli seduti nel divanetto. Per i mansardati con dinette classica si può anche utilizzare la soluzione del divisorio termico tra cellula e cabina, isolando completamente la cabina dal resto del veicolo.
A qualcuno però non piace creare una zona “frigorifero” proprio sotto al letto matrimoniale in mansarda, e quindi preferisce riscaldare anche questa parte del mezzo, pur inutilizzata.
In alternativa, sul mercato sono disponibili i sottoletto, strati isolanti da posizionare sotto il materasso per aumentare l’isolamento verso la cabina, utilizzabili anche per i letti posti sopra i garage, matrimoniali o singoli che siano.
I van presentano un ulteriore problema, e cioé l’isolamento dei portelloni posteriori: per ovviarvi, esiste una copertura che ricopre completamente la parte di coda del veicolo, creando una comoda barriera contro il freddo. Una soluzione utile anche nella malaugurata ipotesi di dover accedere ai vani posteriori, perché molti van hanno lo sportello per le bombole di gas in quell’area e questa copertura impedisce di esporre tutto l’abitacolo all’aria aperta.
Altra area critica per i van sono i letti nei tetti a soffietto, ma anche per questa zona ci sono coperture termiche aggiuntive che fasciano completamente la parte in tessuto, aumentando di molto il comfort. Altri elementi che potrebbero trasmettere freddo sono finestre ed oblò: anche in questo caso sono per fortuna disponibili specifiche coperture termiche, che possono ritornare utili anche per il periodo estivo, visto che impediscono al sole di surriscaldare la superficie.
Il catalogo ideale delle coperture termiche, spulciando tra i listini dei produttori specializzati, non si ferma qui: troverete bandelle per chiudere completamente la parte bassa del mezzo ed evitare che l’aria circoli sotto, oltre a copriruota, copribombola, copritimone per le roulotte, coprisaracinesce degli scarichi, ecc.
A disposizione ci sono tante soluzioni per aumentare il comfort a bordo e sfidare le temperature anche più rigide: a voi resta l’applicazione corretta, anche in funzione del tipo d’uso che fate del camper nel periodo più freddo dell’anno.