Napoli, Pompei e la Costa Amalfitana in Camper

dintorni Pompei

I nostri lettori Paola e Silvano ci raccontano del loro bel viaggio in Campania, a bordo di un Camper Elnagh A-Loft 450, lungo le meraviglie storiche e naturalistiche della regione

Siamo una coppia di pensionati, viaggiamo spesso e ci piace molto imparare e scoprire il mondo che ci circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie, apprezzando culture e tradizioni diverse. Viaggiamo soprattutto in camper (con una Vespa nel gavone), ma soltanto raramente facciamo viaggi organizzati. Abbiamo un grande spirito di adattamento e la voglia di essere indipendenti è prioritaria, perché viaggiamo per spirito di avventura, imparando a gestire la paura dell’ignoto (ma questa forse è autostima).

Abbiamo viaggiato a luglio due settimane con gli amici, ma ad agosto preferiamo non restare a casa, per cui quando tutti vanno via nella settimana di Ferragosto – che riteniamo il periodo più infelice dell’anno – noi partiamo col camper. La meta è stata Pompei Scavi, che ha fatto da punto fermo per girare la zona.

monte s. savino

Si parte!

È sabato 10 agosto 2019, non ci sono i camion, siamo partiti nella tarda mattinata, in effetti non abbiamo avuto problemi, tranne qualche rallentamento dopo Firenze per i lavori della terza corsia. A una certa ora, guardando la mappa, cerchiamo un paesino vicino all’autostrada che offra un’area per camper e che sia caratteristico. Eccoci dunque per la serata a Monte San Savino (nella foto sopra): perfetto! 

Il parcheggio per camper è comodo e centralissimo, ma non ci siamo andati perché la sera c’era vicinissima la festa della porchetta, con balli, musica dal vivo e decibel alle stelle, ci siamo quindi spostati poco lontano. Abbiamo girato il paese, naturalmente sono state tante le fotografie agli scorci della città. Cena con poca spesa, ci siamo goduti la Mazurca, la gente che ballava e mangiava la porchetta profumata e cotta in forno a legna.

s. marco di stabiae

Domenica 11 agosto

Traffico moderato lungo la strada, ma la vista che ci accompagna lungo il percorso è gioiosa. Alle 14:00 eravamo già a Pompei Scavi al Camping Spartacus. Veniamo sempre qui quando ci interessa restare in zona, e d’inverno è tutto un profumo inebriante delle zagare, con il vantaggio dell’ombreggiatura, anche se le piazzole sono un po' piccole.

Il camping è comodo inoltre per la vicinanza dei siti e del treno della Circumvesuviana che porta da Sorrento a Pozzuoli (comodo per visitare Napoli). Riposino e si va…. Con la Vespa a vedere due ville romane sopra Castellammare di Stabia. Avevamo letto alcune recensioni, che ci avevano già fatto innamorare, ma non essendo su un circuito turistico, sono visitate da poca gente e mal segnalate. Davvero sopra le nostre aspettative: stupende! 

Per entrambe le ville la visita è gratuita, basta firmare un registro presenze.

Ben tenute e le manutenzioni dei tetti sono recenti. L’unico problema è che chiudono alle 18:00, troppo presto d’estate! Abbiamo visto tutto di corsa fotografando a raffica. Nella prima c’erano otto persone, nella seconda…nessuno! Queste visite ci hanno entusiasmato perché sembrano comunque un terreno di conquista. Tutti vanno a Pompei ed Ercolano ma non conoscono queste chicche.

Visitiamo prima Villa San Marco, (con la sua superficie di 11.000 mq è tra le più grandi ville romane residenziali dell’area vesuviana), con i diversi ambienti in cui si articola il complesso, tra cui il quartiere dell’atrio con annesso quartiere rustico, il quartiere termale, l’area del peristilio inferiore e superiore. Ciò che più ci ha colpito è stata l’organizzazione della villa, forse risalente all’era di Claudio e Nerone. Chi ha progettato la villa, ha pensato a tutto: grandi saloni, stanze per gli ospiti, terme romane con tre diverse temperature; un’ampia cucina con fuoco sempre acceso in caso di sopraggiungessero ospiti inattesi. 

s. arianna

A ottocento metri di distanza scopriamo Villa Arianna, ancora più grande (ci eravamo passati davanti arrivando, ma la segnalazione era nascosta). 

Ci chiediamo se con il pagamento di un biglietto sarebbe possibile avere la possibilità di una guida in loco o comunque una migliore attenzione al visitatore. Ci vorrebbe una pubblicità importante anche con una migliore cura delle indicazioni stradali. I siti inoltre meriterebbero veramente una migliore visibilità e dignità, perché sono splendidi.

Al termine del giro, finito purtroppo troppo presto, abbiamo raggiunto il bel lungomare di Castellammare di Stabia, dove ci siamo dissetati dopo un pomeriggio afoso. Un altro giro, a Pompei, ma oggi fa caldo, è troppo umido per godere appieno la cittadina. 

Lunedì 12 agosto

Comunque, il lunedì decidiamo di partire lo stesso con la Vespa per raggiungere il Parco nazionale del Vesuvio, un’area protetta di grandissimo interesse geologico e storico. Abbiamo letto molto su questa meraviglia. Il Somma-Vesuvio è il complesso vulcanico ancora attivo più importante dell'Europa continentale. 

Secondo le indicazioni ricevute, dovevamo arrivare sino a Torre del Greco e poi salire, ma a un certo punto del percorso abbiamo trovato le segnalazioni per la salita al Vulcano e dopo alcuni chilometri su strada, non proprio adatta alla Vespa, siamo arrivati dinanzi un grande cancello: chiuso.

Purtroppo non era la strada giusta. Uno di noi non stava bene, e lo stomaco quel giorno gli andava soltanto a tè, e siamo dovuti tornare al campeggio. Caro Vesuvio torneremo un’altra volta, non andar via!

Segnalazione: mentre le città le abbiamo trovate tutte pulite, le strade periferiche lasciano molto a desiderare.

Nel pomeriggio decidiamo di tornare a Castellammare e prendere la funivia che in otto minuti ci porta al fresco sul Monte Faito a 1.102 metri, un polmone verde, fresco e rilassante. È il monte più alto della catena montuosa dei monti Lattari.

Un panorama mozzafiato nel percorso con occhi sul Golfo di Napoli e sul mastodontico Vesuvio. Qui le persone del posto vengono per godersi il fresco e fare pic-nic tra i faggi, lecci e castagni. 

positano

Martedì 13 agosto

Tagliamo la penisola sorrentina in Vespa e le nuvole ci rincorrono, ma arriviamo sulla costiera amalfitana raggiungendo Positano. Il tempo non è bello, nuvole basse, tuttavia la cittadina è sempre gioiosa.

Il mito più antico di Positano ha come protagonista la divinità marina greca Poseidone, che fondò la città per la ninfa Positea come pegno del suo amore. Invece, secondo un’altra tradizione, l’isola de Li Galli e i suoi scogli, accoglievano le antiche sirene.

Che belli i percorsi nel paese con coperture su grate di buganvillea godendosi una granita al limone, la più buona della Costiera: sono le due cose che ci fanno ricordare sempre Positano. È una cittadina molto turistica, con grandi alberghi, negozi eleganti, atelier, ma a noi piace tanto. Uno dei posti più incantevoli della costiera amalfitana è sicuramente la spiaggia di Marina di Praia. 

E, poco lontano, ecco Furore. Restiamo a bocca aperta. Dal 1997, come tutta la costiera amalfitana, è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale Unesco. Si continua sulla costa, passando per la Conca dei Marini, ma non visitiamo la Grotta dello Smeraldo, anche se forse meritava la vista della fenditura sottomarina che la collega col mare aperto. 

amalfi

Proseguiamo sino ad Amalfi e la strada panoramica si snoda tra ville sontuose, vigneti terrazzati e limoneti a picco sul mare. Il traffico è tremendo: file e parcheggi strapieni. Non c’è posto neppure per la Vespa.

A Positano per la vespa abbiamo pagato 3 euro l’ora e qui ad Amalfi l’abbiamo imbucata in un posto, sperando di non pagare la multa per divieto di sosta come ci accadde anni fa. Chi arriva in auto deve parcheggiarla a chilometri sulla costa, meglio i pulmini locali.

Duomo di Amalfi

Amalfi, antica repubblica marinara, dà il nome all'omonimo tratto della penisola su cui sorge, la costiera amalfitana. 

Oggi è una giornata calda ma ci godiamo la città passando nei camminamenti: stradine strette che corrono sotto le case, una sorta di porticati che vanno paralleli alla strada principale attraversando il paese. Queste stradine sono molto particolari: buie, intonacate a calce bianca, talvolta costellate da negozi, depositi e abitazioni. Un tempo il mercato veniva allestito proprio lungo questi vicoli.

Ravello
Ravello 

Il simbolo della cittadina di Amalfi è il Duomo, che si erge maestoso al centro della Piazza Duomo, in stile arabo-normanno. E non è finita, perché abbiamo ancora un po’ di tempo e passiamo da Ravello, che è sulla strada di ritorno, ma situata leggermente nell’entroterra. 

In viaggio

Riprendiamo il percorso verso Pompei e il nostro prossimo campeggio, attraverso il valico di Chiunzi, trafficato perché un recente incendio, nelle vicinanze di Maiori, ha bloccato molte strade e non è possibile arrivare sulla costa amalfitana da Vietri sul mare. Ne approfittiamo per goderci il panorama e acquistare anche i profumati limoni, chiamati ‘sfusati amalfitani’ ed esportati in tutto il mondo.

Oggi abbiamo percorso un centinaio di chilometri su strade trafficate e Silvano è stanco, ma dopo un riposino in serata siamo stati a Torre Annunziata per una pizza. La cittadina però non ci è piaciuta. Ci eravamo già stati per la visita della Villa di Poppea a Oplonti (stupenda), ma per il resto non è davvero di nostro gradimento. La gente sta tornando dalla spiaggia, e la sabbia è vulcanica, per cui nerissima, e ciò rende l'acqua talmente torbida da sembrare sporca. 

porta ortolana

Mercoledì 14 agosto 

Oggi ci spostiamo con la Circumvesuviana a Napoli, scelta migliore della Vespa. Tuttavia la stazione di Pompei Scavi è indecente: brutto biglietto da visita che diamo alle migliaia di turisti che arrivano a Pompei tutti i giorni.

Alla stazione di Porta Nolana a Napoli ci aspettava Mario, un amico che, sapendo del nostro arrivo, si era reso disponibile a farci da Cicerone e lui è un 'napoletano doc’: perfetto! Primo passo: in pasticceria per una sfogliatella frolla, ma ci sono anche: pastiera, torta caprese, delizie al limone, bignè con crema chantilly e fragoline di bosco… Uhm, la glicemia!

Sinceramente non credevamo che esistessero ancora dei luoghi così "caratteristici". Tante bancarelle di venditori ambulanti, praticamente un mercatino all'aperto. Ma anche tanto degrado. Occhi ben aperti.

È valsa la pena fare un giro per vedere il cuore pulsante di Napoli. I banchi vendono pesce e frutti di mare di ogni tipo, le sigarette di contrabbando, la frutta, la verdura, le voci, gli odori, i colori. Il mondo del vero e del falso in un mix perfetto alla napoletana.

Questo mercato viene chiamato in dialetto: “Ngopp i mure”, intendendosi attaccato alle mura e alla porta Nolana, costruita a scopo difensivo nel XV secolo.

s Gregorio Armeno
San Gregorio Armeno 

Mario ci ha accompagnato in alcuni quartieri, incluso quello di Forcella, stretto tra via Duomo, Corso Umberto I e la famosa Spaccanapoli. Arriviamo a San Gregorio Armeno (via dei presepi) dove è Natale tutto l’anno. 

A mezzogiorno abbiamo lasciato Mario, ci è dispiaciuto perché è un accompagnatore bravissimo e coinvolgente, sapiente e ironico; ma nei viaggi precedenti non avevamo potuto visitare il Museo Archeologico e stavolta desideravamo l’attrattiva di godere delle opere esposte, uniche al mondo.

Il museo ospita infatti una grande collezione di statue, mosaici, affreschi e cimeli dai siti archeologici di Pompei, Ercolano, Stabia, Boscoreale, Campi Flegrei, Cuma, Baia e altro ancora. A quell’ora c’era una fila tremenda sino a fuori. Abbiamo aspettato un po’ sotto il sole battente, ma alla fine abbiamo rinunciato: peccato!

Optiamo allora per una visita con guida al complesso di S. Lorenzo Maggiore che comprende la basilica paleocristiana dedicata al martire Lorenzo e il sottosuolo d’epoca romana, un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo nell’antica Neapolis. 

Imprevisti

Abbiamo camminato tanto oggi, siamo stanchi e pian pianino a ritroso, torniamo verso la stazione ma all’altezza di Porta Nolana, quando stanno già sbaraccando tutte le bancarelle, Silvano, che era dietro di me, è stato rapinato.

Sì, un ragazzo giovane lo ha beccato da dietro e Silvano, pensando che volesse portargli via il borsello (ma dentro non aveva il portafoglio), ci ha messo le mani sopra ed è lì che il ragazzo gli ha strappato il Rolex ed è scappato. Silvano se ne è reso conto dopo pochi secondi: troppo tardi. E pensare che solitamente in viaggio lascia a casa l’orologio prezioso, dono di suo fratello per i suoi 50 anni. Come un cane bastonato! Forse dovevamo comperare un cornetto, con l’amaro in bocca siamo tornati in treno al campeggio di Pompei.

reggia Caserta

Giovedì 15 agosto

Nel giorno di Ferragosto si riparte presto per non trovare traffico e raggiungere Caserta, dove ci sistemiamo nell’area sosta camper Feudo di S Martino, all’ombra, a 600 metri dalla Reggia di Caserta.

Dato che l’ora è ancora fresca decidiamo di incominciare la visita dal Parco della Reggia di Caserta che si estende per 3 chilometri di lunghezza, con sviluppo sud-nord, su 120 ettari di superficie. Noi abbiamo affittato le biciclette per questo lungo percorso.

Ora che abbiamo terminato il giro c’è una fila enorme in biglietteria. Perciò ritorniamo all’area di sosta e pranziamo.

Poi dopo il riposino riprendiamo strada, altrimenti non sapremmo cosa fare in zona. Avevamo già pagato 20 euro per 24 ore, pazienza, meglio riprendere il viaggio, così recuperiamo chilometri che non faremo domani. Bei panorami lungo la strada e i 400 chilometri del pomeriggio sono stati piacevoli e con modesto traffico. Alle 18:00 abbiamo deciso di uscire dall’autostrada e abbiamo cercato un vicino borgo antico.

Siamo arrivati tardi per il Palio dei Terzieri a Città della Pieve, in provincia di Perugia, posto a 500 metri su un cucuzzolo dominante la Val di Chiana. Ci siamo arrivati per caso ed è stato amore a prima vista. Tutta la cittadina era in festa e il borgo medioevale è davvero una vera chicca. Dopo una cena succulenta, ancora un giro per Città della Pieve. Sempre suggestivo quando si scoprono riti di processione che credevamo perduti. Adesso a letto in una stupenda e silenziosa area attrezzata per camper ai piedi della cittadina, ben segnalata, illuminata con luce e carico/scarico.

Venerdì 16 agosto

A casa. Sarebbe stata una vacanza perfetta, se non avessero rubato l’orologio a Silvano, ci spiace davvero tanto. 

Paola e Silvano

SCHEDA DI VIAGGIO

Viaggio effettuato dal 10 al 16 agosto 2019

Autore Paola Pascotto Carnera - Pordenone

Veicoli - Camper Elnagh A-Loft 450 

mansardato del marzo 2017 - Vespa 125

Le tappe

10.8.19 Pordenone- Monte San Savino

11.8.19 Monte San Savino – Pompei Scavi – Antica Stabiae – Castellammare di Stabia – Pompei e Pompei Scavi

12.8.19 Pompei Scavi – Parco Naz. Del Vesuvio – Monte Faito – Pompei Scavi

13.8.19 Pompei Scavi - Vico Equense – Positano – Praiano – Furore – Conca dei Marini – Amalfi – Ravello – Torre Annunziata – Pompei Scavi

14.8.19 Pompei Scavi – Napoli – Pompei Scavi

15.8.19 Pompei Scavi – Palazzo Reale di Caserta – Città della Pieve

16.8.19 Città della Pieve -  - Pordenone

Chilometri percorsi - 1643 col camper (consumando 170 litri di gasolio) 

e 200 km con la Vespa