Camper boom, tutto bene e tutti ne parlano

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È un boom di camper, tutti lo vogliono e tutti ne parlano. Perché i veicoli itineranti si portano così bene sul mercato nonostante l’affossamento del settore automotive dovuto al Coronavirus.

In questi giorni dei camper ne stanno parlando tutti i media mainstream, dal Sole 24 ore che ha dedicato all’argomento un trafilo importante nell’edizione di ieri, La Stampa che titola ottimistica “Tutti in camper a esplorare l’Italia”, l'emittente La7 riporta “un’esplosione di richiesta dei camper”, anche La Nazione nell’edizione on line di oggi racconta il “Boom dei camper”.

Quanto al turismo in generale adesso entrano in voga le mete “anti-assembramento”, nuovo terminologia che traduce quei borghi che non compaiono fra le località più gettonate, per il semplice fatto che non sono servite dai trasporti o non dispongono delle strutture che servono per ospitare i visitatori, incapaci di realizzare quel turismo 'esperienziale' di cui il viaggiatore estero è ghiotto, ma altrettanto valevoli quanto a bellezza degli scenari e cultura, insomma  non invidiano niente a quelle “top”. È il Belpaese, intensamente generoso ma non ancora interamente fruibile.

Così il camper consente, anche e soprattutto, di raggiungere località non servite o dimenticate dalla logica del turismo di massa. Il veicolo itinerante è comparabile a un micro-hotel, ha tutto e lo porta ovunque con sé dove quel tutto manca. È economicamente accessibile, soprattutto se pensiamo all’usato, e stimola la famiglia a stare insieme. E poi ci pensate? Siamo tutti automobilisti, ma se fossimo tutti camperisti?

Il camper sostituisce inoltre la necessità di costruire strutture e/o mega hotel dove non servono. E qui pensiamo alla costa Atlantica francese, dove i campeggi - diffusissimi - la fanno da padrone sugli hotel, regalando paesaggi decisamente illibati e dunque belli da viaggiare.

Pensiamo poi all’emergenza di un virus che muterà ancora, fino a previsioni impossibili da fare. I professori delle università del turismo ci dicono che l’ottica del turismo di massa, degli assembramenti che ne conseguono, non è sostenibile ecologicamente e non è sicura per ciò che concerne il distanziamento necessario alla nostra salute.

Marco Morino, sul Sole 24 Ore, spiega come e perché “Il timore del contagio rilancia il camper”. I camperisti lo sanno bene e per loro non è una novità. Ma chi ha capito l’antifona del Covid-19 si è attrezzato e ha comprato un camper.  E a prova di tutto ciò troviamo i dati esaltanti delle immatricolazioni dei nuovi camper che nel mese di maggio, nonostante il tracollo del settore automotive di un tragico 49,6%, vede quello dei camper aumentare del 1,7%, e nel mese successivo di giugno c’è un picco che tocca +50% di immatricolazioni dei veicoli ricreativi sull’anno precedente. Altra conferma: la Fiera dei Camper di Parma è l’unica che tiene il colpo fra le altre del settore auto e moto, confermandosi ancora nel periodo usuale di settembre.

(Nella foto un camper-van vintage)

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