Abruzzo, cuore selvaggio d’Italia

I visitatori stranieri che si recano in Italia sono di solito richiamati dalle destinazioni turistiche più famose, come le città d’arte di Venezia, Firenze e Roma, le spiagge paradisiache di Sardegna e Puglia, o i borghi marinari della Liguria e della Costiera Amalfitana. Raramente si spingono oltre: ed è un peccato, visto che il Bel Paese è custode di un’infinità di tesori nascosti che vale la pena scoprire. Come accade per l’Abruzzo, territorio dal fascino unico caratterizzato da città storiche, borghi medievali, una costa selvaggia e tanta natura incontaminata, poco conosciuto anche dagli stessi italiani. La regione è un vero paradiso naturalistico, custode com’è di ben tre parchi nazionali, Majella, Gran Sasso e Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, dove vivono indisturbati camosci, lupi e persino alcuni degli ultimi esemplari di orso marsicano, specie tutelata perché purtroppo a rischio di estinzione. Se quest’estate siete alla ricerca di una destinazione poco battuta, dove non si corre il rischio di imbattersi in folle di turisti, l’Abruzzo è il luogo che fa per voi.

 

 

L’Aquila e il Parco Nazionale del Gran Sasso

Profondamente ferita dal terribile sisma che nel 2009 è costato la vita a 309 persone, L’Aquila è il punto di partenza per un viaggio in Abruzzo. Nonostante la ricostruzione degli edifici proceda a rilento, a ben undici anni dal terremoto, il capoluogo abruzzese merita senz’altro una visita perché custodisce alcuni dei più importanti tesori culturali della regione, come la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, costruita nel 1288 sui resti di una preesistente basilica romanica per volere di Pietro da Morrone incoronato papa proprio qui con il nome di Celestino V, sede di un giubileo annuale istituito dallo stesso papa classificato dall’Unesco tra i patrimoni immateriali dell’umanità. Imperdibile anche una visita al Museo Nazionale d’Abruzzo, nelle cui sale è narrata la storia della regione dal Medioevo fino ai giorni nostri, ospitato nell’ex mattatoio cittadino a seguito dei danni creati dal terremoto nel Forte Spagnolo, sua storica location, e una foto di rito davanti alla Fontana delle 99 cannelle, monumento storico della città. A pochi chilometri da L’Aquila, si trova il Parco Nazionale del Gran Sasso che con i suoi 150.000 ettari di estensione è uno dei più grandi d’Italia. Istituito nel 1995, è costituito da due distinti gruppi montuosi, il massiccio del Gran Sasso d’Italia e i Monti della Laga, e ospita l’unico ghiacciaio dell’Appennino, quello del Calderone oltre che l’altopiano di Campo Imperatore, immensa landa carsica d’alta quota soprannominata il Piccolo Tibet d’Abruzzo. Nel Parco si trovano oltre duemila specie vegetali, tra cui rari abeti bianchi, ma sono le specie animali qui presenti il vero fiore all’occhiello: in particolare il camoscio d’Abruzzo, reintrodotto nel ’92, oggi presente con oltre cento individui, e il lupo appenninico, con una popolazione di oltre trenta esemplari.

 

Il regno della natura

È un altro, però, il Parco più antico della regione e d’Italia (nato nel 1922 e istituito con regio Decreto l’anno successivo), quello d’Abruzzo, Lazio e Molise: i suoi oltre 50.000 ettari divisi tra le tre regioni, e visitati ogni anno da più di un milione di visitatori, sono caratterizzati da grandi gruppi montuosi, valloni, gole, pianure, rocce stratificate e faggete vetuste che l’Unesco ha inserito nella lista mondiale dei Patrimoni dell’Umanità insieme ad altre antiche foreste europee. Il Parco è il paradiso per gli appassionati di natura: non solo si viene qui per percorrere itinerari escursionistici (ve ne sono oltre 150, da fare a piedi, in mountain bike o a cavallo) durante i quali si ammira la variegata vegetazione che lo caratterizza, un tripudio di boschi di querce, meli selvatici, biancospini, aceri, iris, ginepri, pini e orchidee selvatiche, ma soprattutto per cercare di scorgere alcuni tra i più importanti mammiferi presenti in Italia, e cioè il lupo appenninico, il camoscio d’Abruzzo, il cervo, il tasso, lo scoiattolo meridionale, la volpe e il cinghiale. Il Parco d’Abruzzo, però, è il regno indiscusso dell’orso bruno marsicano, specie endemica dell’Italia centro-meridionale, purtroppo a rischio di estinzione, di cui oggi sopravvivono una cinquantina di esemplari tutelati proprio in tale contesto. All’interno del Parco si trovano anche caratteristici borghi come Bisegna, San Sebastiano, Gioia Vecchio, Opi, Villetta Barrea e Barrea con il suo lago, Civitella Alfedena e Scontrone; ma avendo poco tempo a disposizione, la scelta sul borgo da visitare dovrebbe ricadere su Scanno, con il suo bellissimo centro storico e le tradizioni di artigianato artistico dell’oreficeria e merletti al tombolo.

 

Borghi da cartolina

In quanto a borghi e castelli che sembrano usciti da un libro di fiabe, l’Abruzzo non scherza: tutto il territorio è punteggiato da incantevoli villaggi medievali, antichi manieri, chiese, rocche ed eremi abbarbicati sui dorsali delle montagne che regalano scenari da cartolina. Tra tutti, Sulmona, soprannominata la “città dei confetti” per la secolare tradizione nella produzione di questi dolcetti, è un gioiellino in pietra noto per aver dato i natali al poeta Ovidio, mentre Roccascalegna e Roccamorice meritano una visita per il castello di origine longobarda aggrappato sulla roccia e l’eremo di San Bartolomeo in Legio scavato all’interno di uno sperone roccioso. È Rocca Calascio, però, fortificazione medievale a 1.460 metri di altezza, la regina indiscussa della regione: un luogo fuori dal tempo, tra terra e cielo, utilizzata in passato come location di importanti e famosi set cinematografici: in questi luoghi sono state girate alcune scene de “Il nome della Rosa” e “Lady Hawke”.

 

Pescara e la costa abruzzese

L’ultima tappa di questo on the road in terra abruzzese ha come traguardo Pescara e la costa adriatica. La patria di Gabriele d’Annunzio, di cui si visita la casa natale che conserva libri, foto e cimeli del grande scrittore italiano, è abbracciata dalle montagne e dal mare. Il futuristico Ponte del Mare, con i suoi 446 metri di lunghezza, è la struttura ciclo-pedonale più lunga d’Italia e tra i maggiori d’Europa. È qui che si viene per ammirare il porto e l’Adriatico da un lato, la Majella e il Gran Sasso dall’altro. Il Museo delle Genti d’Abruzzo, articolato in tredici sale espositive, traccia la storia dell’uomo nella regione dalle origini ai giorni nostri e vale una visita per scoprire qualcosa di più sulla storia antropologica della regione. Il fiore all’occhiello di questa zona, però, è la costa: 133 chilometri di riviera divisa tra le province di Pescara, Chieti e Teramo, che non ha nulla da invidiare alle più famose coste d’Europa. Chi viaggia con bambini piccoli non può fare a meno di recarsi a nord di Pescara, dove si trovano lidi sabbiosi e acqua bassa, mentre scendendo verso sud i panorami si fanno più selvaggi con spiagge di ciottoli, scogliere e cale nascoste. È la Costa dei Trabocchi, ricca di riserve naturali, come Punta Aderci e Punta Penna, promontori rocciosi e scenografiche palafitte da pesca, alcune delle quali trasformate in ottimi ristoranti, costruite in mezzo all’acqua e collegate alla terra ferma per mezzo di passerelle. Lo spettacolo è da togliere il fiato.

 

Box 1 La Fontana delle 99 cannelle (foto 1)

Monumento storico di L’Aquila, è costituita da 93 mascheroni in pietra e sei cannelle singole. Secondo la tradizione, le cannelle rappresenterebbero i 99 castelli che, nel XIII secolo, parteciparono alla fondazione della città. Secondo alcuni studiosi, la fontana fu eretta nella seconda metà del Duecento, a pochi anni dalla seconda fondazione di L’Aquila; per altri, invece, la fontana risale al XV secolo. Fino ai primi decenni del XX secolo, era ancora utilizzata dalle donne della città per il lavaggio del bucato. Il perimetro del monumento è caratterizzato dall’intreccio di masselli di pietra bianca e rosa tratta dalla vicina cava di Genzano di Sassa, presenti anche nella facciata della basilica di Santa Maria di Collemaggio e in altri monumenti cittadini.

 

Box 2 L’orso bruno marsicano 

Simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, l’orso bruno marsicano è una sottospecie differenziata geneticamente dagli orsi delle Alpi, più piccola di dimensioni e con peluria meno folta rispetto ai cugini alpini e rappresenta un endemismo esclusivo dell’Italia centrale. Grazie ai monitoraggi, si è potuta stimare una popolazione di circa 50 esemplari della specie, con un intervallo che varia dai 45 ai 69 nel territorio del Parco e zone limitrofe.

Box 3 Gli arrosticini 

Non si può dire di essere stati in Abruzzo senza aver assaggiato lo street food regionale per eccellenza: gli arrosticini. I famosi spiedini di carne ovina, un vero must per chiunque visiti questi luoghi, vanno serviti caldi, accompagnandoli con pane abbrustolito condito con olio extravergine di oliva e sale. Una vera delizia.

Box 4 L’oro rosso abruzzese 

Dall’Asia Minore attraverso il Nordafrica e la Spagna, lo zafferano giunse a Navelli, in provincia de L’Aquila, intorno al XIV-XV secolo grazie, come si narra, all’intraprendenza da un monaco domenicano appartenente alla famiglia Santucci il quale di ritorno in Abruzzo, portò con sé nel suo paese d’origine, Navelli appunto, alcuni bulbi che impiantò nei campi dell’altopiano. Nel 2005, lo zafferano de L’Aquila ha ottenuto l’iscrizione nel registro delle DOP e oggi è prodotto sul territorio di tredici comuni su territori a un’altitudine massima di mille metri. Il periodo di massimo splendore delle piantine è nei primi giorni di ottobre, mentre verso la metà dello stesso mese avviene la raccolta.

Box 5 Majella Geopark 

Da Pescara si accede facilmente al Parco Nazionale della Majella, l’ultimo dei tre parchi nazionali compresi nel territorio abruzzese, passando da Lettomanoppello che si trova sul versante settentrionale. Da aprile 2021, il territorio del Parco è divenuto Geoparco Mondiale dell’Unesco con il nome di Majella Geopark: un prestigioso riconoscimento ottenuto grazie all’elevato valore geologico e alla biodiversità del territorio, oltre che alla storica presenza dell’uomo e allo sconfinato patrimonio che custodisce.

COME ARRIVARE

Circa sei ore di camper, percorrendo la A1 e la A14-Autostrada Adriatica collegano Milano con L’Aquila.

DOVE SOSTARE

Area sosta comunale de L’Aquila: gratuita presso Santa Maria a Collemaggio e Porta Napoli, in via XXIV Maggio, composta da dieci piazzole. È consigliato l’ingresso da Aquila Est, dopo la porta subito a sinistra. Nelle vicinanze si trovano pizzerie e ristoranti.

GPS N 42.341920, E 13.395320. Tel. 0862411601.

New Camping Francavilla al Mare, nei pressi dell’omonimo borgo, a dieci km da Pescara, questo camping offre piazzole per camper immerse nel verde a pochi metri dal mare. Convenzione con stabilimento balneare per usufruire di lettino e ombrellone.

GPS N 42.4341781, E14.2315542.

Info: tel. 3481489524web - - info@newcampingfrancavilla.it - www.newcampingfrancavilla.it

 

Per info: www.abruzzoturismo.it/

 

Per le foto si ringrazia: Abruzzo Turismo

Credit Foto:

1.Fontana delle 99 cannelle, ©Diana Melfi (BOX N.1)

2.Orso bruno marsicano, ©Carmine Mozzillo (BOX N.2)

3.Arrosticini, ©Abruzzo Turismo

4.Zafferano, ©Abruzzo Turismo

5.Basilica di Collemaggio a L’Aquila, ©Abruzzo Turismo

6.Basilica di Collemaggio a L’Aquila, ©Matteo Ciommi

7.Il Castello di Roccascalegna, ©Abruzzo Turismo

8.Rocca Calascio, ©Abruzzo Turismo

9.Rocca Calascio, ©Abruzzo Turismo

10.Costa dei trabocchi, ©Massimiliano Crea

11.Costa dei trabocchi, ©Massimiliano Crea

12.Costa abruzzese Francavilla al Mare all’alba, ©Gaetano de Medio

13.Pescara panorama notturno, ©Gaetano de Medio

14.Costa dei trabocchi, ©Ivan Masciovecchio

15.Camosci, ©Archivio Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise/Angelina Iannarelli

16.Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise, ©Archivio Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise/Valentino Mastrella

17.Cervo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise, ©Archivio Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise/Bruno D’Amicis

18.Parco Gran Sasso, ©Andrea Lucente

19.Campo imperatore nel parco Gran Sasso, ©Luca di Giovanni

20.Camosci del Parco Majella, ©Antonio Antonucci (BOX N.5)